Con la mente, nel sonno, per andare all’università o al lavoro, per divagare, per andare via, per tornare. Si viaggia continuamente.

Questo incessante moto che plasma la vita di ognuno porta con sé innumerevoli sensazioni, spesso inattese, delle volte, rassicuranti.
Capita di fare viaggi non in programma e immediatamente ritrovarsi con la testa appoggiata al finestrino, fermi ad osservare nuvole che sembrano scorrere a rallentatore. Capita di stordirsi di film per facilitare il dormiveglia e attendere l’avviso di prossimo atterraggio verso destinazioni prive di aspettative.

Capita di doversi confrontare con altre persone, presentarsi senza volere che scoprano chi si è realmente, come a mantenere un tono diffidente. Ma il susseguirsi dei primi giorni ancora strani, come un’eclissi sul jet-lag, fa finalmente nascere un certo senso di curiosità e interesse. Il luogo stesso assume un altro aspetto; diventa una scoperta di odori e sapori, suoni e sfumature, che cominciano a prendere forma concreta nell’immaginario. Quel senso di disorientamento e insicurezza ora sembra venir meno, lasciando spazio ai consigli dei locali, alla loro cultura e alla loro etica. Ed è qui, immersi nella consuetudine di un luogo esotico, tra il cibo, il traffico e le botteghe, che si trova il benessere.

Lontani da casa e distaccati dal social almeno fino a tarda notte, si è decisi ad impiegare la giornata nella ricerca dell’autentico e trovarlo inaspettatamente alla sosta obbligatoria. Il ritmo sempre più calzante con cui avanzano i giorni richiama il gusto della nostalgia prima ancora di aver varcato la soglia dell’aereo, quando il viaggio sembra finito troppo presto e lo sguardo si distoglie dalla cabina verso l’orizzonte rassicurante.

Come ha detto Anthony Bourdain (1956-2018) prima di partire per la sua meta più remota:

“Il viaggio non è sempre piacevole. Non è sempre confortevole. A volte fa male, può anche spezzare il cuore. Ma va bene così. Il percorso ti cambia; dovrebbe cambiarti. Lascia segni sulla tua memoria, sulla sua coscienza, sul tuo cuore e sul tuo corpo. Porti qualcosa via con te. E tu, magari, lasci qualcosa di buono.“

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