L'ansiosa attesa del ritorno di Pinkerton di Madama Butterfly – infelicemente ricompensata –, l'amore incondizionato di un uomo che ha già perso tutto, quale Rigoletto, per la figlia Gilda; i tradimenti, gli intrecci amorosi (e comici) delle opere mozartiane sono solo alcuni esempi di un passato imprigionato, e ogni volta liberato, quando un'opera viene rappresentata a teatro. Un passato che viene definito come 'tradizione' – come se fosse l'ornamento di uno scaffale da spolverare – ma che, in realtà, è più presente che mai.

La musica, sia essa nella sua forma strumentale che operistica, costruisce intorno ai suoi ascoltatori un rifugio – una 'gabbia d'oro' come la immaginerebbe Andrea de Chirico – fatto di metafore, di sogni difficilmente realizzabili al di fuori dello spazio del palcoscenico; o di racconti talmente realistici da mettere a nudo colpe condivise e da permettere di espiarle. Tramite la stessa musica, il teatro diviene un interlocutore silenzioso, un giudice imparziale, che non parla ai suoi spettatori in maniera univoca, ma che allude implicitamente ai loro, ai nostri segreti più intimi. Si instaura così un rapporto unidirezionale perché la scena non chiede niente in cambio se non la semplice accettazione di quello che rappresenta come veritiero.

E allora, nel momento in cui affondiamo la nostra schiena nella poltrona rivestita di velluto, ci vediamo riflessi così come siamo e non come dovremmo essere; accediamo ai misteri di una vita già scoperta o ancora da scoprire. Ma, mentre lo facciamo, possiamo liberarci da qualsiasi timore e/o paura perché in fondo il teatro è come un paio di scarpe vecchie, con cui camminiamo, corriamo, che sporchiamo fino a quando non si rompono. Tanto sappiamo che finiremo sempre per comprare lo stesso modello, che ci farà ugualmente trovare la strada di casa.

Così, una stessa opera potrà essere logorata nel tempo per le immagini, che le vengono attribuite, ma non smetterà di instillare, anche in uno solo dei suoi spettatori, un senso di rassicurante comprensione; e di unione con quel passato, che pensavano di aver dimenticato.

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