Cosa ci r(assicura) quando siamo a casa? Come sappiamo che il nostro appartamento corrisponde realmente all’idea di comfort? Gli oggetti che la abitano insieme a noi ci fanno stare bene? Bruno Munari se lo è chiesto prima di tutti.

Era il lontano 1944 e sulle pagine di Domus Bruno Munari parla di comodità – attenzione (!) non dell’idea di stare comodi, ma proprio di cosa si traduce in comfort. Con il sarcasmo e la genialità che lo ha sempre contraddistinto tuona: “Uno torna a casa stanco per aver lavorato tutto il giorno e trova una poltrona scomoda”.

Scatta queste foto, oggi icone. Si rivolge ai designer. Si arrabbia. Urla. “Vi pare saggio questo modo di lavorare?” - il tono doveva essere davvero alto, sembra di sentirlo. Munari parla a tutti quelli che disegnano oggetti incredibili, ma privi della loro funzione principale: quella pratica. Un determinato prodotto x, che sia un martello o una poltrona, può essere declinato in innumerevoli casi e modalità, ma non deve perdere mai di vista lo scopo finale, cioè il suo utilizzo.

Munari – genio - va a ritroso nel tempo e, in un esempio perfetto, chiama in causa la matematica. “Dimentichiamo per un momento l'arredamento. Attenzione: siamo a Samo nell 'anno ... a. C., Pitagora espone alla Galleria Alfa la sua tavola pitagorica. Tutti ammirano l'opera originale e ognuno, a casa sua, pensa poi di rifarne un'altra completamente diversa ad uso del suo cliente. Oggi non saremmo certo all'algebra.” Questo vale anche, e soprattutto, nel mondo del design. Oggi come nel 1944.

Quante volte ci siamo messi sul divano, abbiamo cambiato posizione, aggiustato il cuscino, ci siamo alzati, riseduti per poi cedere alla forza di gravità solo per stanchezza e non perché comodi? L’avevamo scelto tra mille perché “ah, proprio bello!” e poi mai seduti sopra. Ci siamo detti che sarebbe stato perfetto nell’angolo del salotto accanto alla libreria. Così particolare e così unico nelle forme oltre che nel genere che ha ancora il cartellino attaccato.

Avete mai fatto una riflessione su ciò che fa parte della vostra vita di tutti i giorni? Vi r(assicura) la casa che abitate oppure vi sentite come in un labirinto di oggetti scomodi e quindi inutilizzati? Siete mai stati una Alice troppo grande per passare dalla porta? Davanti i fornelli vi è capitato di immedesimarsi in Jacques Tati nella cucina dei coniugi Arpel?

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