di Chiara Bianchini

Can we edit memories?” questo il titolo del talk di Amy Milton, neurologa, che ha animato la discussione del nostro TED Circle di febbraio.

Nel talk, presentato al TEDxCambridgeUniversity nel 2019, la scienziata è pronta a disinnescare gli effetti dannosi di una esperienza vissuta, attraverso un farmaco, in modo da evitare traumi e disturbi da stress post-traumatico. Ed è proprio sull’avere una bacchetta magica o un farmaco, come in questo caso, che ci siamo confrontati.

Le esperienze che viviamo formano la nostra memoria e il nostro carattere, intervenire in questo modo potrebbe modificare il nostro essere. Comprendiamo e non giudichiamo chi dopo un evento violento vorrebbe cancellare tutto, ci sono però poi traumi che possono essere affrontati con percorsi diversi grazie anche al supporto di uno psicoterapeuta. Delegare la soluzione dei nostri problemi ad un farmaco potrebbe poi portare a degli abusi e a scorciatoie per non affrontare le sfide che ci troviamo davanti.

Se riportiamo poi tutto questo su una scala meno egocentrica, cosa potrebbe succedere alla memoria collettiva? Cancellare i ricordi di tutte le persone che hanno vissuto una crisi, come la pandemia che stiamo affrontando quotidianamente da un anno, potrebbe certamente compromettere la nostra società, la storia collettiva e i valori in cui crediamo. A tutto questo si va ad aggiungere il fatto che un farmaco o una tecnologia che può cancellare i ricordi, se nelle mani di un singolo, può poi catapultarci nelle mani di un potere manipolatorio che non riusciamo a comprendere e da cui non possiamo difenderci.

Durante la discussione è poi emerso come è esponenzialmente aumentata la velocità con cui accadono i fatti più diversi e le esperienze che viviamo. Il nostro io del 2020 ha affrontato una pandemia, una crisi economica e sociale gigantesca, ha vissuto tutta la scala delle emozioni ed è stato spettatore di un dibattito scientifico non sempre convincente. Cose che il nostro io di 50 anni fa avrebbe forse vissuto nell’arco di una vita stessa. Ed è proprio da questa analisi che ci siamo chiesti: abbiamo oggi il tempo di analizzare e comprendere quello che ci sta succedendo? Forse, e aggiungiamo purtroppo, no.

Ed è proprio con una riflessione sulla pandemia che si è concluso questo TED Circle. Che impatto ha avuto nelle vite e nei ricordi di ognuno di noi? C’è chi ha risposto di essere già abituato al digitale e ad affrontare il quotidiano con un approccio più resiliente, altri a cui ha lasciato una forte rabbia e un senso di sconfitta. C’è chi si trova in un loop da cui non riesce ad uscire, chi invece si sente un guerriero e ha affrontato l’incertezza e ciò che non poteva controllare mentre c’è anche chi tra DAD, smart working e la ricerca della quotidianità percepisce il proprio essere nel mondo attraverso le lotte degli altri.

Insomma, questo talk ci ha dato l’opportunità di dibattere un tema bello tosto, dove sono emersi punti di vista diversi, anche opposti, ma in un dialogo sempre accogliente. Tutto questo è possibile grazie all’ambiente protetto e confidente che si crea nei TED Circle che permette a sconosciuti di confrontarsi e di portare il proprio punto di vista su un tema così complesso.

Vuoi partecipare al prossimo TED Circle hosted by TEDxFirenze? Ti aspettiamo il 31 marzo alle 21. Iscriviti qui.

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