A trent’anni mi sono messo l’anima in pace: la vita sarà sempre costellata di ansie.

E le domande e i problemi che sono nati a miliardi all’indomani della fine dell’infanzia, ciclicamente tornano a ripresentarsi, sono sempre gli stessi, in forme diverse magari, ma sempre gli stessi.


La nostra natura di uomini ci porta inevitabilmente a un bisogno estremo di essere rassicurati. È
questa la vita che voglio vivere? Mi sto comportando nel modo giusto con me stesso? E con lei?
Sarò normale?


La notizia è che nessuno è normale, la normalità non esiste. Ma per fortuna tutti abbiamo qualcosa
in comune, ansie comprese, che non differiscono poi così tanto da l’una all’altra persona. Ma le
ansie ci divorano, ci svuotano dall’interno e l’unico modo per superarle, essere rassicurati, colmare
il vuoto, è il confronto.


Qui il dialogo con il prossimo, con il fratello, con l’amico, è fondamentale. Ma per confrontarsi
bisogna prima mettersi a nudo, e non sempre abbiamo il coraggio, la voglia, il tempo di farlo. La
notizia è che esiste una cura a tutto questo: la lettura.


Parliamoci chiaro, da lettore sono la persona più lontana dal pensiero che esistano libri capaci di
curare i mali e i problemi, come fossero pilloline da prendere la mattina e buttare giù con un sorso
d’acqua. La normalità non esiste, siamo simili, ma siamo anche estremamente diversi l’uno
dall’altro e diversi da noi stessi ogni secondo che passa. Se un’aspirina poteva farci passare il mal
di testa mezz’ora fa, adesso sarebbe inutile. Così il libro.


Eppure qual è il potenziale della lettura, del libro? È un atto di violenza. Leggendo,
inconsapevolmente, ci mettiamo a nudo. Ci spogliamo delle barriere, ci illudiamo di entrare nei
panni di altre persone ma finiamo per percorrere le vie più profonde del nostro essere. Così ci
scontriamo e confrontiamo con l’altro, immaginario ma assolutamente reale, il frutto della vita dello
scrittore che incontra la nostra, il terzo generato dalla lettura che riflette le nostre paure del
momento. Si genera un conflitto che non sarà mai lieve. E qui esplodono le ansie, i nostri
interrogativi che mai avranno una risposta. La lettura, piuttosto, ci conduce attraverso un percorso.
Ci indica il sentiero da seguire, qui viviamo migliaia di altre vite, abbiamo la possibilità di aprire
porte semichiuse per sbirciare, vedere e capire gli errori commessi, che stiamo commettendo e
che potremo commettere. La lettura non dà risposte, ma rassicura offrendo consapevolezza, ci
evita una vita passiva in balia degli eventi, ci rende persone attive.


Così, come quando a quattordici anni ho tirato un sospiro di sollievo, grazie al confronto diretto con
il gruppo di amici, scoprendo che era del tutto normale e naturale che il mio pene non fosse dritto,
che pendesse a sinistra, che non fosse un bestione di mezzo metro, cosa che mi ha fatto superare
una delle prime e traumatiche ansie di natura sessuale, ma che non ha certo risolto tutti gli
interrogativi e problemi a venire, allo stesso modo la lettura ci rassicura, ci fa superare il blocco,
non ci assicura una vita in discesa, ma ci permette di salire verso la cima attraverso un percorso
meno accidentato e rassicurante: la lettura crea una scalinata là dove c’era solo una ripida e
accidentata ascesa.

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