La più bella scoperta dell’infanzia, una conquista per la vita: i libri. Amici fedelissimi dalle mille risorse, macchine del tempo, mondi inesplorati, compagni di avventure inimmaginabili.

La lettura è una medicina per l’anima, per i brutti pensieri e le delusioni, per un cuore che ha bisogno di conforto.

C’è un elemento di magia in quelle storie universali in grado di parlare a migliaia di persone diverse e culture lontane. Unificando, costruendo ponti di parole e di speranza.

Anche lo scrittore è a sua volta un lettore che restituisce una parte di ciò che ha ricevuto. In tal senso ogni libro è un incontro, un posto di un’altra dimensione, in cui c’è abbastanza spazio per appartenere e non si corre il rischio di essere tagliati fuori.

C’è bisogno di questa sicurezza in un mondo che dimentica facilmente. C’è bisogno di seconde possibilità e nuovi inizi.

In ogni libro si ritrova un frammento di storia personale, un consiglio, una possibile soluzione. L’ultima riga di un racconto può diventare il primo passo verso una nuova realtà.  Non si tratta allora solo di un rimedio, di una momentanea sospensione del dolore, ma di una porta aperta, un’occasione. Le storie sono fatte di stagioni, raccontano che l’inverno racchiude in sé il seme della primavera e bisogna crederci anche se il buio impedisce di vederlo.

E’ un esercizio di fiducia, la stessa fiducia che si ha nello scrittore che accompagna i personaggi senza giudicarli, e non li abbandona mai. Se ne prende cura.

I lunghi inverni, soprattutto quelli dell’anima, generano una sete di emozioni, di storie profonde e totalizzanti che sfidano il tempo e riescono a conquistare l’immortalità.

I libri non veicolano soltanto cultura, sono custodi di guarigione, sogni e felicità. La lettura è uno strumento potentissimo che aiuta ad affrontare la vita con spirito leggero.

E’ un abbraccio che attende silenzioso sul comodino dopo una giornata faticosa e, attraverso la pagina, apre una finestra su un mondo di equilibrio e bellezza, che salva.

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