“Il soffitto non è vero, sembra un cielo stellato, ma è una magia. È nel libro Storia di Hogwarts. Io l'ho
letto!”
J.K. Rowling

Immaginate di poter andare a scuola di fantasia da domani mattina e che sulla lavagna via sia una scritta:
“Oggi lezione di voli pindarici.” Non sarebbe fantastico?
E se ci soffermassimo sul termine elegante e beffardo “fantastico”, non si aprirebbe forse un mondo infinito e diverso per ciascuno di noi?
Con la fantasia possiamo dar forma a ciò che non c’è, plasmando dimensioni, esplorando scenari diversi dalla realtà.
Fare questo non porta alla mera alienazione dalla realtà che rischierebbe di farci sbandare: usare la fantasia
non significa trascendere la realtà, ma trovare un angolo di libertà.
Un angolo tiepido, invisibile e non tangibile (le cose belle spesso sono proprio così), dove tutto è possibile e . dove la parola limite non compare sul dizionario.
Alla lezione sui voli pindarici il professore probabilmente direbbe: “Che sia un volo che dura una manciata di secondi, qualche minuto o un sogno intero, poco importa, spiegate bene le ali.”
E se ci fosse un voto da 1 a 10 alla fine della lezione su questa bizzarra creatura che è la fantasia, chissà che
non prenderemmo tutti un bel 900 e lode!
Anche il solo pensare ad un spaccato di vita, differente da quello che stiamo vivendo e che magari ci arreca sofferenza, può lenire almeno in parte alcune sbucciature emotive.
L’immaginazione è una virtù che ci libera anche da alcune forme di dolore, fosse anche per un brevissimo lasso di tempo ed è in grado di far virare l’umore di una giornata stortissima e malinconica.
Il giorno in cui si comprende il senso profondo della fantasia ed il suo conseguente ed inestimabile valore, la nostra vita è destinata a cambiare.
E perché no, farsi rassicurare dalla fantasia, volare un po’ nei suoi meandri magici per ritrovare uno spicco di vitale armonia con la nostra persona, potrebbe rivelarsi dannatamente benefico.
Per queste ragioni, e per infinite altre, tale risorsa non andrebbe mai vista in modo negativo; la fantasia non
ha una luce soffusa o dei chiaroscuri opachi, il suo colore è brillante e rasserenante come quello del miele d’acacia.
Inutile dire che i più bravi ad usarla sono i bambini perché scevri da ogni sovrastruttura ed orpello sociale e
culturale, liberi di usarla a loro piacimento.
Potremmo imparare da loro continuando a farla vivere nei nostri animi adulti e sicuramente più stanchi.
Infatti si dipana tra le menti di coloro che si danno la possibilità di rifugiarsi in un ambiente sicuro e al
tempo stesso misterioso.
Tutto sommato, noi essere umani, siamo possessori di un potere considerabile sovraumano: quello di immaginare le cose come migliori.
Considerando poi che gli scossoni della vita arrivano a poppa e a prua, la fantasia può tramutarsi in un
salvagente ( seppur temporaneo ) verde, ben gonfiato e dalla forma ridente, come a suggerirci di non
prendere tutto troppo sul serio.
Ed ecco che, alla fine di molti voli pindarici, entra in scena la speranza, alta, bella e maestosa.
Una speranza nata grazie ai nostri pensieri rarefatti ma che tutti insieme possono contribuire a creare e far
sedimentare un sentimento positivo di benessere, misto a ottimismo, in un’era prevalentemente disfattista
e pessimistica.

Tutti hanno provato, almeno una nella vita, ad immaginare l’inimmaginabile: è così che si gettano le fondamenta per tutte le più grandi invenzioni ed innovazioni viste nella storia.
E quando tutto cambia, quando tutto il mondo si muove, creando e distruggendo, la carta della fantasia è un lasciapassare per assicurarsi una fetta di pace e sentirsi come sollevati da terra.

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